Da quando ho lasciato la casa dei miei genitori e, soprattutto, da quando sono entrato nello "sfavillante" mondo del lavoro, ho spesso riflettutto sul termine "responsabilità", sui suoi concetti affiliati...
Tutti mi considerano una persona molto affidabile: la cosa personalmente non mi dispiace perché, in realtà, penso che molte delle mie nuove amicizie si basino proprio su quanto io le ritenga affidabili. Con ogni probabilità, oggi come oggi, gran parte delle mie conoscenze passate non le avrei neppure approfondite, perché mi somigliano davvero poco, sono così passionali & montanee che stare dietro a tutti i loro movimenti uterini un po' mi ha stancato...quindi (ecco la mia frase preferita di quest'ultimo periodo), "prendo, impacchetto & porto a casa", consapevole del fatto che nella vita ci sono rospi ben peggiori da mandar giù...
Verso chi, o verso cosa, vi sentite maggiormente responsabili?
Io purtroppo mi sento responsabile verso un po' troppe cose. Il lavoro è al fondo della lista, perché non è altro che lavoro, l'importante è che lo faccia bene. Come la scuola tra l'altro: ero intelligente ma non mi applicavo! Tanto che ti applichi a fare quando la raccomandazione (sempre altrui, sfortunatamente!!!) è dietro l'angolo?!?! Ma poi penso che è meglio non avere qualcuno a cui dover dire grazie, se no mi sentirei responsabile anche nei suoi confronti...!
La maggiore responsabilità la avverto sicuramente nei confronti della mia casa e dei suoi "strambi" abitanti: ogni tanto mi ammonisco perché commetto degli errori, perché potrei fare di più, essere più bravo...ma ci sono momenti in cui sono semplicemente "fuori servizio" e, in quei momenti, sono da ritenere assente...quindi non colpevole! Tanto, anche quando sono presente & attento, l'imprevisto è dietro l'angolo, anzi, dietro la porta d'ingresso...o, nel caso di GianMiao, giù al palazzo perché, sporgendosi troppo, ha perso l'equilibrio ed è caduto dal secondo piano...
IMPREVISTO N°1: qualche mese fa', rientrando a casa, ho trovato il pavimento del corridoio e della mini-cucina completamente irriconoscibile. Cosa poteva essere successo? I miei adorabili cuccioli, GianMiao & Amelie, avevano trovato & distrutto la busta che conteneva la lettiera per gatti e, dolcemente, me l'avevano cosparsa per casa... Due ore dopo stavo spostando il frigorifero per alzare fino all'ultimo sassolino...soprattutto per senso di responsabilità nei confronti dell'inquilino successivo che, in ogni caso, mi manderà a quel paese più volte...
IMPREVISTO N°2: siamo ad inizio 2007. Da Adriana, la stiratrice ufficiale, vengo a sapere che GianMiao & Amelie si sono intossicati tracannandosi 2 cotechini interi (dopo averne accuratamente aperto l'involucro!)... Quando rientro a casa, trovo GianMiao sconvolto sul suo lettino ed Amelie semplicemente obesa: sembrava uno zampone ricoperto di peli con sembianze bassottesche! In altre parole? Uno scaldabagno con le zampe corte!!! Morale della favola? Non ho fatto che alzare cacca molle & vomito per tutto il giorno...che bello essere un genitore responsabile!!!
IMPREVISTO N°3: "l'ittero ha invaso la mia casa!". Un paio di settimane fa', rincasando, ho trovato il pavimento & i miei adorabili cuccioli totalmente ricoperti di giallo! Cosa poteva mai essere accaduto? La vorace Amelie aveva scelto come gioco del giorno un tubetto di colore (di quelli concentratissimi, di quelli che con un paio di gocce ci tingi una parete!), l'aveva distrutto spargendo giallo ovunque: bocca, zampe, pelo, GianMiao, mobili, pavimento, balconi...ovunque!!! Morale della favola? Tre ore dopo, quando finalmente avevo finito di rendere la mia casa finalmente bianca, Amelie era sotto la doccia di uno stranissimo color arancio: irriconoscibile!
Cose che fanno ridere, piangere, urlare, sgranare gli occhi. La vita è un po' così, piena zeppa di quei momenti inattesi che usiamo chiamare imprevisti. Qualcuno direbbe che è bella proprio per questo. Qualcuno aggiungerebbe che, proprio in virtù di questi imprevisti, non serve a nulla pianificare o essere responsabili. Io non lo credo. Io so di essere fatto in un certo modo (e non ho affatto la pretesa di essere fatto nel migliore dei modi), e so che continuerò ad essere così nonostante tutto... Responsabile verso i miei genitori e le mie sorelle anche se, qualche volta, si scordano di me. Responsabile verso le mie amicizie anche se...beh, sarebbero troppi gli "anche se" e non mi va di smettere di sorridere. Responsabile verso il mio lavoro anche se non sempre mi premia. Ma, soprattutto, responsabile e fedele a me stesso, perché è quella la cosa più importante, senza la quale non riuscirei mai ad andare avanti...
Vincenzo Torella