
La vita ultimamente mi sta mettendo alla prova, più del solito. La vita ultimamente mi sta insegnando tanto, più del solito. La vita ultimamente mi sta dimostrando che bisogna essere buoni, più del solito.
Perché il male che facciamo ci torna indietro, prima o poi. Come si dice: "chi semina vento, raccoglie tempesta!". Sembra una frase da soap opera, ma io ci credo sul serio. La vita me ne ha dato prova più di una volta. La mia cara amica Esteban dice che sono l'uomo delle coincidenze, perché quando penso a qualcosa o a qualcuno, quel qualcosa o quel qualcuno puntualmente si rendono presenti nelle mie giornate. Mi accade da sempre, e mi accadrà sempre. C'è una strana energia nell'aria, una forza superiore a noi e a tutto quello che ci riguarda che, se fosse svelata, ci porterebbe non solo a capire veramente il mondo, ma anche ad intuirlo e forse pure ad anticiparlo. Ma non voglio inoltarmi in questo discorso, innanzitutto perché preferirei non sembrare un santone (!), e poi perché io per primo non ho ancora ben capito questo concetto....
Il male che facciamo ci torna indietro, dicevo qualche rigo fa'. Nel mio passato amoroso, per esempio, ho sofferto e fatto soffrire, un po' come tutti. Non saprei dire se in misura maggiore ho dato o ricevuto male. Tra i 18 ed i 20, forse ne ho ricevuto di più, anche se in fondo credo fosse principalmente colpa mia...perché ero inesperto, stupido, cervellotico & superficiale allo stesso tempo, mi aspettavo che anche da una piccola attenzione (una carezza, uno sguardo o un bacio) potesse nascere un'intensa ed idilliaca storia d'amore da film. Quindi a diciotto anni ho vissuto "Uccelli di rovo", scambiando baci ed effusioni in un convento, a diciannove anni "Il ritorno di Uccelli di Rovo" (ma ormai era troppo tardi perché, anche se il convento era ormai lontano quindi avrei potuto avere P. tutto per me, non mi andava di perdere tempo). I miei diari dell'epoca (stiamo sempre parlando di nove anni fa'!) sono stracolmi di sofferenze alla "Titanic": amori non corrisposti, amori sbagliati, amori distruttivi, amori destinati sempre e solo a persone indisponibili all'impegno e all'innamoramento. E me li andavo a scartare con il lanternino: il mio motto dell'epoca era "per gli stronzi nella vita, Vincenzo ha una calamita!". Quindi ho conosciuto il celeberrimo "Bambino che preferiva scappare", lo stronzo per eccellenza, quello con la "s" maiuscola: quando un puttaniere incontra uno sprovveduto inesperto (ed a quest'ultima categoria appartenevo io, purtroppo), ne viene fuori un caos...chi ci rimette è sempre lo sprovveduto inesperto...ed io ci ho rimesso per "almeno" i due anni successivi. Oggi mi chiedo "perché mai?", in realtà...ma sono felice di quella storia durata 1 mese e 7 giorni, perché da essa è nato uno dei miei racconti più belli: "Il bambino che preferiva scappare", appunto. L'ho riletto da poco e mi ha dato i brividi! Dopo "Uccelli di rovo" & "Titanic", ho vissuto la fase "Samsara", la fase buddista, karmica, la fase della pace interiore. Pace dettata dal voluto & consapevole allontanamento da ogni forma vagamente maschile...per stare bene, per non soffrire...anche se poi ho incontrato il "saggio avellinese", che involontariamente mi ha dimostrato quanto stupida fosse quella mia fase, dando il via alla "Storia Infinita". Amore, malizia, cene, crescita interiore, ricami. Grazie, in ogni caso, perché mi ha dimostrato che "l'ideale non è mai reale"...e soprattutto grazie per l'amicizia di oggi, che c'è e "si avverte" anche se non si sente e non si vede. Poi, in ritardo rispetto alla media dei miei coetanei, ho vissuto contemporaneamente "Il tempo delle mele" ed il "Kamasutra" con un ragazzo speciale, dolce, onnipresente, "leggermente" geloso, il mio primo esperimento (tra l'altro fallitissimo, per fortuna) di storia seria e duratura...storia intervallata da "L'Amante", quello che tuttora è uno dei rimpianti più forti della mia vita, una persona che mi ha regalato emozioni da "Piccolo Principe", insegnandomi che "l'essenziale è invisibile agli occhi", una persona che è arrivata a scrivere persino un musical su di noi...una persona che purtroppo ho fatto soffrire tantissimo, perché tra mille ripensamenti scelsi di vivere "Il tempo delle mele 2", più rassicurante. Oggi forse non lo farei, ma a 22anni cercavo di allontanare tutto quello che potesse rappresentare "Un salto nel buio"...sbagliando clamorosamente perché, da commedia, la mia vita si trasformò velocemente in thriller: quadruple personalità tipiche de "Il silenzio degli innocenti", ogni giorno venivano fuori delle "Verità nascote"...tradimenti che spuntavano come i funghi, amici più o meno decennali che sparivano quasi fossero vittime di calamità alla "The day after tomorrow" ed un amico, tra i migliori amici di allora, che si cimentava in scenette alla "Malizie d'Italia"! Quant'è lontano il 2004! E, se mi sembra così lontano, devo ringraziare le mie avventure alla "Sex & the City", serate splendide e surreali tra feste e cocktail, conoscenze veloci a metà strada tra "Porkies" ed "American Pie", personaggi strambi ("Deriva" in primis) anch'essi a metà strada tra "E.T. l'extraterrestre" e le atmosfere naif de "Il Favoloso mondo di Amelie". Ma, se il 2004 mi sembra così lontano, devo ringraziare soprattutto le risate alla "Priscilla" con il mio amico-fratello Tommaso a Verona e "L'appartamento spagnolo", l'indimenticabile vacanza a Barcellona con la mie amichette , tra concertini sul balcone e sulle scale di luoghi pubblici alla "Saranno Famosi", tra fortissime passioni alla "Taxi Driver", tra personaggi sculettanti (che però in certi momenti acquistavano virilità) alla "Trans America" e le lunghe chiacchierate terapeutiche tra psico-labili che avrebbero fatto impazzire persino Marzullo in "Sottovoce"! Poi Caterina tornò in città e si innamorò perdutamente, e da allora la sua vita assunse pieghe mai immaginate in precedenza, eppure così naturali. Andrea mi ha regalato una casa d'amore e di certezze forti come "I pilastri della terra", figli combina-guai e meravigliosi a quattro zampe stile "Nella vecchia fattoria", amici simpaticissimi e dolcissimi che mi hanno adottato regalandomi il calore de "La famiglia". Insomma, "Piccoli uomini crescono", si innamorano, lasciano la casa natale, cominciano a lavorare, comprano casa e cercano di gestirla al meglio delle proprie possibilità, faticano per arrivare a fine mese, cercano di non trascurare nulla della propria vecchia vita, conoscono colleghe-amiche che, per la prima volta dopo tanto tempo, ridanno la sensazione di costruire di nuovo qualcosa in amicizia..."Una nuova alba", in altre parole... Una nuova alba fatta innanzitutto dell'immensa emozione per il mio futuro status di "zio" perché mia sorella Joshua ha deciso di farci il più bel regalo natalizio. Non vedo l'ora!
E voi, se dopo questo sproloquio siete ancora in forze e soprattutto svegli, avete una vita romanzata da film come la mia? Che siano pochi o tanti, vi va di raccontarmeli?